lunedì 20 maggio 2013

Taieddhra cheap di sardelle patate e melanzane


E' stata un'avventura tosta, ma ce l'ho fatta. La cosa migliore è stata portarla a termine sana e salva perchè, viste tutte le vicissitudini del caso, non avrei potuto chiedere di più.
Come tutti gli MTC questo post è composito di tanti passaggi, avevo quasi pensato di farne più di uno, poi ho pensato che è bello che ci sia tutto qui, a portata di mano!
Dico che sono soddisfatta anche solo di averla portata a termine, questa ricetta, perchè quando ho iniziato ero molto titubante e in corso d'opera ancora di più. Ma andiamo con ordine.
Innanzi tutto ho deciso di usare le sardelle per una Taieddhra di pesce azzurro, economica e relativamente leggera. Pulirle al meglio non è stata un'impresa da poco.. Poi il fumetto di pesce, fatto con le carcasse gentilmente offertemi in pescheria, ma con quell'orata che, dalla pentola, mi guardava fissa negli occhi.. Inquietante? Appena.. 
E ultimo, ma non meno importante, la scena splatter di io che mi taglio un pollice con la affettatrice (tranquille, il dito è ancora lì) sangue che svolazza, unghie tagliate... una cosa così insomma..
In questa occasione ho avuto la conferma che a me la vista del sangue dà molto fastidio, mista al dolore, al fatto che la mia unghia tagliata non è che fosse proprio bella.. Ecco lo svenimento era lì in agguato e sono stata stesa per una mezz'oretta a gambe in aria prima di continuare con la ricetta. Poi un bel cerotto e si continua, ovviamente.

Potrei trattenermi a lungo a parlare della magnifica cucina del Salento. Alessandra mi viene in mente quando penso al Salento, la mia ex coinquilina per un anno, una di quelle persone che si fanno voler bene, con una genuinità e una semplicità davvero unica nel suo genere. Tutt'ora è la mia compagnetta preferita di bevute ^.^
Ale è l'amica che ha condiviso con me l'appartamento anno scorso. E' l'amica che fa ingegneria e che affronta gli esami con una leggerezza e una facilità davvero allarmanti, l'amica che ha voglia di fare festa, l'amica con la mamma che cucina qualsiasi cosa benissimo, in particolare i piatti tarantini. E' l'amica che studia otto ore di fila e dopo non è in grado di formulare una frase di senso compiuto, l'amica che dà, senza aspettarsi niente in cambio, l'amica che non si arrabbia se la trascuri un po'.:) 
Questo post è da quando ho visto che si parlava di Salento, che me lo immagino così, perchè, non essendo fatti solo di cervello, ma anche di cuore, la bellezza di certi rapporti penso che sia bene tenerla sempre a mente:)


lunedì 13 maggio 2013

Torta al supercaffè e amarene


Un lunedì un po' stupidino, iniziato sì, con molta calma, anche se con idee da mettere su carta per il laboratorio, ma anche con il pensiero pomeridiano del dentista. Non so voi ma a me il dentista terrorizza. Penso che preferirei farmi tirare addosso delle uova, più che prestarmi a una seduta dal dentista. Ma la sfortuna di avere denti molto delicati ed esposti (anche se dritti!) mi è capitata, quindi è un appuntamento periodico al quale non posso sottrarmi.
Dopo, per tirarmi su, sono stata a fare un po' di spese in centro a Ravenna e, arrivando in piazza del Popolo ho assistito anche io all'istallazione che i miei colleghi di gruppo hanno messo in atto in previsione Grido della Farfalla, il nostro meeting dell'informazione libera.
Quest'anno non ho avuto molto tempo per aiutare i miei amici in questa impresa, sarò sicuramente presente al meeting perchè so che ne vale la pena. Tanti fili colorati che passano da una parte all'altra della piazza, che stanno a significare il passaggio della verità, da porta a porta, da casa in casa, nessuno le può togliere le ali.
Sono diventata improvvisamente poetica, ma la nostra bella piazza con la nostra istallazione mi ha fatto proprio sorridere, oltre che stare a lungo col naso per aria!

Da momento che è lunedì, andiamo subito con una bella torta che dà tanta carica. Questa è una di quelle ricette che sono pervenute durante il giveaway ed è di Cri di Colazione da Cri. Mi aveva colpito subito perchè io non ho molte ricette di dolci al caffè. Una cosa di famiglia che ha preso anche me, anche se il caffè mi piace molto. Io l'ho arricchita con una buona dose di amarene, secondo me col caffè stanno proprio bene. In più si può dire che sono i gusti dell'italianità verace e questo ci piace:D
Ho tentato di farla nello stampo a rosa in silicone e non è che sia venuta proprio perfetta.. Anche perchè per questo stampo forse ce ne voleva di più di materia prima.. Si può fare benissimo in una tortiera regolare, io intanto ve la presento così (e vi presento anche le mie surfinie che ci tenevano molto a venire in foto..).



giovedì 9 maggio 2013

Tartelette Robuchon alle amarene


Se mi chiedessero "com'è oggi?" in ogni preciso momento di queste giornate, se si potesse fare una carrellata di risposte momento per momento sarebbero più o meno queste:

Sto cantando. Parlo da sola. Lamento della mia fatica con chi mi guarda e ride. Ho smesso la pallavolo ma sono dimagrita. Vedo un letto e mi ci butto a Fosbury. Il letto è perennemente disfatto. Il bagno perennemente da pulire. Aspetto un segno, o forse un sogno. Mangio banane e vesto di giallo. Ascolto una canzone e sospiro. Mangio tanto. Bevo caffè. Ho amici che dicono oscenità. Ma le dicono così bene e io rido. Sono giovane. Ma solo perchè ho i brufoli. Faccio il compitino. Non dormo mai subito. Forse non dormo mai e basta. Prima il dovere e poi il piacere (poi per il piacere sei stanca morta però..). Sono sensibile ai complimenti. Il mondo non è per i sognatori. Sono stupida. Vorrei ma non posso (o forse posso?). Il mio compagno di vita è il blog. Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Lavoro per vedere un miracolo. 
Ma non mettetemi fretta. Con la fretta i miracoli vengono malissimo.

Forse non vale fare un post così. Ma in fondo Jovanotti con gli elenchi ci fa delle canzoni, quindi mi dico che va bene...

Ecco qua una variante della Robuchon. L'avevo già pubblicata, ma la ripubblico perchè queste foto sono più carine e c'è la variante delle amarene che merita davvero. La ricetta che avevo provato era di Santin, qui ho tenuto la sua farcia al cioccolato fondente ma ho preferito utilizzare la mia frolla per un discorso di affezione (la mia è leggermente meno burrosa, tutto qua). Le mie tartelette possono migliorare, se non altro nella regolarità estetica, ma posso dire che in questo caso, anche mio padre ha mangiato le amarene con gusto, lui che di solito le schifa... Se non è un successo questo..


lunedì 6 maggio 2013

Crostata integrale di miele, noci e albicocche


Questo fine settimana sono uscita tanto e ho visto un sacco di persone. Ho parlato con tanta gente. E' un po' come se il sole avesse donato una nuova voglia di fare a tutti. Normalmente esco a un'orario ancora luminoso, rientro di notte con i ricci che attraversano il giardino e la siepe che profuma di fiori. Adoro fermarmi ad annusarla. E' la retorica della primavera che questa volta ha avuto anche me. (Ma io la retorica la odio.. Fermatemi!)
Non potendovi raccontare tutta la mia vita qui sul blog, continuo a credere molto nel potere delle idee e nella forza delle emozioni e delle sensazioni. Seppur raccontate. 
Sto andando anche io verso il cambiamento, il mese di maggio porta tanta voglia di respirare e di vivere, per quanto mi riguarda, tanta voglia di praticare l'arte della saggezza folle.
E' questa saggezza che ti intima a "nuotare controcorrente, afferrare allegramente il fiammifero più corto, accettare con gioia l'insicurezza, onorare il paradosso, corteggiare l'inatteso, celebrare l'insolito, sfuggire l'ortodossia, offrirsi volontari per compiti che nessuno osa o vuole svolgere.
E perchè dovrei fare qualcuna di queste cose strane?
"Per allargare l'anima, accendere il cervello, rallegrare lo spirito."

(Anthony Robbins)

Ed io, dal canto mio, per quel poco che l'ho praticata, dico che funziona. Ed è molto appagante.
Accarezzo questo momento semplicemente, e col sorriso. Non sono naif, so fin troppo bene che presto il momento di grazia passerà, ma dopo un bel week end, coi piedi ben piantati per terra e la voglia di fare, oggi, lunedì 6 maggio, affronto la vita a testa alta.

Vi ricordate questa torta della Benedetta Parodi? A me attirava tanto quando l'ho vista. Ma l'ho riarrangiata con qualche correzione nelle dosi. La mia è anche un po' più piccola della sua. La cosa che mi interessava di più era la frolla, integrale all'olio. Il risultato è veramente sorprendente. Mi attirava anche il fatto di fare un dolce simil-orientale col miele e devo dire che l'aspettativa non è stata disattesa. Come i dolci orientali è effettivamente molto dolce, a me il miele piace molto. La prossima volta penso che riempirò il guscio di frolla con le pere e il cioccolato. Secondo me non si sbaglia nemmeno così! 



mercoledì 1 maggio 2013

Timballo di bucatini alla pizzaiola e il mio ritorno dal raduno...


Al ritorno dal raduno delle blogalline di sabato mi sono lasciata con la Dani con la sua raccomandazione di prendere qualcosa di sostanzioso da mangiare durante il viaggio.
Il fatto è che dopo il pranzo di sabato non avevo per nulla fame e nessun panino del bar della stazione mi faceva voglia (la Dani mi aveva consigliato Mc Donald... Io? Con tutti gli sforzi che faccio per tenere fede alla mia parte nogglobal? Non scherziamo và..;). Ho pensato però che il viaggio in fondo sarebbe durato più di 3 ore e poteva avere senso un cibo da compagnia. Mi sono ritrovata a comprare così delle patatine in tubo (più o meno dagli anni Novanta che non mangiavo la nota marca di patatine in tubo.. E la mia bandiera nogglobal va così a farsi benedire..).
Sono poi salita sul treno e ho preso posto. Nel momento in cui mi sono seduta il vagone era vuoto. Tempo cinque minuti e hanno preso posto di fronte a me una coppietta, ragazzo e ragazza, evidentemente reduci da una fuga d'amore che hanno iniziato subito a piccionare. Ottimo direi. Mi aspetta davvero un luuuuungo viaggio.
Vicino a me si è poi seduta una ragazza calabrese con una voglia di chiaccherare palpabile ma dai modi molto piacevoli e un gruppo di ragazzi galvanizzatissimi, reduci da un addio al celibato.
Poco prima di partire entra poi una mezza pazza che impreca contro il mondo, con una valigia enorme e con madre a seguito. E si siede subito di fianco a noi. 
Durante tutto il viaggio si è creata una divertente catena. Non si capiva bene chi stesse prendendo in giro chi. La mia vicina calabrese dava corda alla pazza (tempo un'oretta e ci ha raccontato tutta la sua vita..) i tizi dell'addio al celibato davano corda alla mia vicina (ci stavano a provà..) mentre la coppietta dormiva. Io me ne stavo in disparte col mio ipod nelle orecchie, rigorosamente spento per non perdere una parola, ridacchiando sotto i baffi e scambiandomi ogni tanto sguardi di intesa con la vicina. 
A Firenze poi la nostra amica pazza è scesa, lasciandoci il numero e con il proposito (suo) di rivedersi presto..
A questo punto gli animi si sono decisamente quietati e io e Giusy (la vicina) abbiamo iniziato a chiaccherare in modo normale. Mi è venuto spontaneo domandarle come si sta dalle sue parti in Calabria e lei me lo ha raccontato con dovizia. E' stato un bello scambio.
Le mie patatine in tubo da compagnia sono beatamente rimaste nella borsa fino a Bologna quando abbiamo salutato i ragazzoni dell'addio al celibato e, insieme a Giusy, siamo scese dal treno, lei verso Bologna centro, io verso il treno per Ravenna.
E allora sì che, con un treno quasi vuoto e con l'i pod nelle orecchie, che questa volta marciava eccome, alle 22 di sera, ho dato fondo al mio adorato tubo. In fin dei conti, dopo un pranzo all'Aroma, servita e riverita, una seduta di junk food per tornare alla realtà ci sta no?

E ora Signori la mia ricetta, che mia non è (devo sempre citarle ste fonti? Che scatole, dai facciamo che sta volta indovinate voi...) del bucatino. Ho sempre avuto la ferma convinzione che il bucatino fosse una pasta stupida. Liscia e grossissima. E poi cosa serve quel foro al centro? Bah... Tutto sommato però in questo timballo riacquista dignità.. Eccome se la riacquista...

(Lo so, lo so, la presentazione è simile a una ricetta postata un po' di tempo fa.. Sto all'università, se le mie coinquiline non mi hanno ancora dato fuoco alla cucina mi ritengo già molto fortunata..)


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